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VERSO ALLODOLA SCARICA

Posted on Author Nataxe Posted in Sistema


    Ascolta il Allodola su mlfacets.com, che è una raccolta esaustiva di richiami di uccelli Italiani. Funziona anche sul tuo cellulare! CANTI UCCELLI E UNGULATI. (Per salvarli clicca tasto destro dal menu salva col nome). allodola · allodola 2 · allodola 3 · allodola 4 · allodola. verso una collina alle sue spalle, dove gli uomini rossi manifestarono subito la loro numerosa quanto pericolosa presenza. Una scarica di piombo proveniente. Vedi ALloDoLA. - JovA: è un uccello dell'Africa, di color bruno, grosso quanto un'​Allodola, e che si scarica solitamente delle sue uova sulle strade maestre.

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    Storia[ modifica modifica wikitesto ] L'esistenza di comunità dedite alla caccia e alla raccolta nella zona è documentata fin dal Paleolitico , e nuclei dell' età del Bronzo sono stati individuati presso le frazioni Croara, Farneto, nella grotta Calindri e a Castel de' Britti. Dove il torrente Quaderna incrocia la via Emilia , appena fuori dal parco, si estendeva la città romana di Claterna , una delle poche in regione a non avere avuto continuità abitativa dall'antichità ai nostri giorni.

    Durante il Medioevo , tutto il territorio era caratterizzato da piccoli centri abitati sparsi sui rilievi, in genere fortificati e riuniti intorno a un castello o a una pieve.

    Il fortilizio di San Pietro di Ozzano, ad esempio, ebbe origine dagli abitanti di Claterna che, dopo la distruzione della città nel V secolo , si rifugiarono sulla vicina collina. Sul versante destro dell' Idice , già in comune di San Lazzaro, sorge Castel de' Britti , antico borgo fortificato allo sbocco del torrente in pianura, in posizione dominante su uno sperone di gesso. Tra le località del parco è quella di più antica memoria, citata in un documento dell' VIII secolo come "Castro Gissaro, quod dicitur Britu".

    Appartenuto a Matilde di Canossa e poi passato a Bologna , venne distrutto e ricostruito varie volte, a testimonianza della sua importanza strategica.

    Il gesso degli affioramenti bolognesi si presenta in grossi cristalli con forma caratteristica, detta a coda di rondine o a ferro di lancia.

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    La sua particolare cristallinità ha ingannato a lungo gli studiosi che tentavano di spiegare la genesi delle "gessaie bolognesi": ancora verso la fine dell'Ottocento era ritenuta una particolare roccia metamorfica. Oggi, invece, ricostruire la storia geologica dei gessi significa ripercorrere, attraverso uno sforzo dell'immaginazione, gli eventi straordinari che investirono l'intero bacino mediterraneo tra 4 e 5 milioni di anni fa.

    La "crisi di salinità" produsse effetti anche nelle aree vicine all' Appennino , determinando la formazione di diversi strati gessosi, attraverso ripetuti cicli di evaporazione.

    Lo stesso argomento in dettaglio: Vena del gesso. La presenza, tra gli strati di gesso, di strati argillosi più scuri, spesso ricchi in sostanza organica, indica interruzioni cicliche nella precipitazione dovute a diluizione delle soluzioni marine.

    Nel parco, gli strati gessosi sono esposti lungo le scoscese falesie che chiudono la valle dell'Acquafredda, dove sono evidenti almeno tre banconate gessose di grande spessore, separate da fasce di vegetazione che sottolineano gli interstrati argillosi.

    Il luogo più significativo per osservare l'intera successione stratigrafica dei gessi è l' alveo dell' Idice , nel tratto dove il torrente li attraversa all'altezza di Castel de' Britti. Doline, inghiottitoi e grotte[ modifica modifica wikitesto ] La natura solubile del gesso ha determinato in tutto il parco un esteso sviluppo dei fenomeni carsici , creando paesaggi unici, molto diversi da quelli delle colline adiacenti.

    Attraverso numerosi punti di assorbimento, come gli inghiottitoi ma anche le piccole fratture, il sistema idrologico sotterraneo si arricchisce continuamente, con effetti speleogenetici grandiosi.

    Le valli cieche si formano dove ha inizio l'affioramento dei gessi. Un piccolo solco vallivo, inciso su rocce non solubili generalmente marnose , termina contro rupi gessose, e attraverso un inghiottitoio ha inizio il percorso sotterraneo delle acque: un vero e proprio torrente ipogeo. Alcuni inghiottitoi si riempirono lentamente di detriti, ai quali si aggiunsero pollini, carboni e corpi di animali per i quali rappresentavano vere e proprie trappole.

    In quest'ultimo caso, lo studio dei pollini fossili ha rivelato che tra Passando ai livelli più recenti del riempimento si nota un lento miglioramento climatico: il pino si riduce e compaiono olmo e quercia; più avanti il pino scompare e restano solamente quercia , olmo , nocciolo e ontano , una copertura vegetale piuttosto simile a quella odierna.

    Le foreste erano probabilmente interrotte da praterie steppiche, perché le specie animali ritrovate sono tipiche di ambienti aperti. Le numerosissime ossa raccolte testimoniano la presenza di bisonti , cervidi di grandi dimensioni, marmotte , lepri , volpi , lupi , tassi e cinghiali. Presso la cava Fiorini sono stati ritrovati anche resti di ghiottone , un mustelide che attualmente vive solo nelle regioni più settentrionali dell'Europa e dell'Asia.

    A questi ritrovamenti si sono aggiunti quelli di oggetti usati dall'uomo nel Paleolitico medio e superiore e numerose testimonianze dell' Età del rame.

    Le doline si formano invece sopra le vaste aree gessose hanno diverse modalità di sviluppo. Possono nascere per il progressivo approfondimento di una zona di assorbimento, dove si sviluppa un inghiottitoio, a cui segue un abbassamento più lento dei fianchi, oppure avere origine per il crollo delle volte delle grotte, che mette in comunicazione i sistemi sotterranei con le morfologie superficiali. La dolina della Spipola è la maggiore dolina su gesso dell'Europa occidentale e il suo settore meridionale è movimentato da alcune doline minori, in parte approfonditesi per crollo.

    Nel settore gessoso tra lo Zena e l' Idice , inoltre, si trovano una bella valle cieca, nota come buca di Ronzana con ampie doline di Gaibola e dell'Inferno.

    I calanchi dell'Abbadessa[ modifica modifica wikitesto ] I calanchi dell'Abbadessa formano una bella dorsale argillosa modellata nel substrato geologico più antico delle colline bolognesi: le "Argille Scagliose". Le argille dunque che il terreno cui esse appartengono è un terreno di profondo travolgimento, e che li materiali dei quali consta sono venuti da varie parti Le "Argille Scagliose" sono un complesso roccioso dove domina una matrice argillosa variegata, a cui sono mescolati inclusi rocciosi di varia natura e con età differenti da , per i frammenti ofiolitici, a 60 milioni di anni.

    Il complesso viene definito alloctono perché il contesto geografico in cui ha avuto origine è situato, nelle ricostruzioni geologiche, in aree molto distanti da quelle di affioramento attuale, in un settore paleogeografico indicato come oceano Ligure per questo si usa il nome di Liguridi.

    Sono rocce che hanno traslato enormemente nel corso dell'orogenesi appenninica, acquisendo un aspetto caotico: tra argille di colori diversi emergono con frequenza inclusi marnosi bianchissimi, stirati in forme allungate o irregolari, e chiari blocchi calcarei di diverse dimensioni.

    L'argilla ha caratteristiche molto peculiari. Formata da particelle di dimensioni piccolissime, è infatti impermeabile e si ammorbidisce notevolmente a contatto con l'acqua. Per questo è una roccia molto erodibile e crea versanti instabili. Flora[ modifica modifica wikitesto ] Nei versanti più ombrosi e sul fondo delle doline crescono boschi misti con presenza di roverella , carpino nero , orniello , sorbo domestico , ciavardello , acero campestre , tiglio e castagno.

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    Scarseggiano gli alberi ad alto fusto e spesso compaiono robinia e ailanto , due esotiche infestanti che hanno preso dimora lungo alcuni versanti. Numerosi sono gli arbusti nel sottobosco tra cui nocciolo , corniolo , sanguinella coronilla , biancospini e fusaggine , ai quali si avviluppano il caprifoglio e la vitalba.

    All'inizio della primavera lo strato erbaceo si colora dei fiori di primule , viole , erba trinità , dente di cane , anemone dei boschi, anemone gialla, scilla e polmonaria ; in autunno il rosa carico dei fiori di ciclamino spicca tra le chiazze sempreverdi di pungitopo.

    Sul fondo delle doline e agli ingressi degli inghiottitoi l'aria fredda tende a ristagnare creando un microclima fresco e umido in cui trovano posto piante, che di norma si incontrano a quote maggiori dell'Appennino ma in un fragilissimo equilibrio quali mercorella canina , bucaneve , giglio martagone , colombina , aglio orsino , il raro isopiro Isopyrum thalictroides e la rarissima speronella lacerata Delphinium fissum.

    Nei boschi dei versanti più assolati e sui bordi delle doline la roverella è la specie dominante, accompagnata da orniello e da una fitta compagine di arbusti in gran parte spinosi, spesso sormontati dai fusti rampicanti dell' asparago pungente.

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    Sporadici, sono vescicaria e scotano. Flora[ modifica modifica wikitesto ] Il parco è popolato da un numero vastissimo di specie vegetali, facenti parte in massima parte della tipica macchia mediterranea.

    In particolare partendo dal mare e proseguendo verso l'interno, si incontrano i seguenti habitat caratteristici: Fascia terminale dell'arenile, Cakileto , interessata solo raramente e marginalmente dal moto ondoso, colonizzata da specie pioniere resistenti al sale quali: ammofila arenaria Ammophila arenaria , camomilla marina Anthemis maritima , ravastrello Cakile maritima , erba cali Salsola cali , euforbia delle spiagge Euphorbia paralias , Euphorbia peplis , lappola Arctium lappa.

    Prime dune embrionali, appena fuori della portata dell'acqua e popolate da piante resistenti sia al sale che all'essiccazione ed al seppellimento da parte della sabbia asciutta trasportata dal vento, dove si possono incontrare le seguenti specie: calcatreppola Eryngium campestre , soldanella di mare Calystegia soldanella , erba medica marina Medicago marina , gramigna delle spiagge Agropyron junceum , santolina delle spiagge Otanthus maritimus.

    Dune mobili, con profilo continuamente modificato dal vento, con piante dal più robusto apparato radicale, con vegetazione compatta e dotate di fioriture spesso vistose, quali: camomilla marina Anthemis maritima , elicriso Helichrysum spp. Dune fisse, di altezza fino a dieci metri, dal profilo ormai stabilizzato, con arbusti sempreverdi di dimensioni maggiori, fittamente intersecati a formare delle siepi modellate dal vento, costituite prevalentemente da: alaterno Rhamnus alaternus , cisti Cistus spp.

    Nelle due uniche residue zone paludose e lungo il relativo fossato di drenaggio, si trovano piante caratteristiche delle zone umide marine quali: Artemisia coerulescens , Arundo donax , Carex extensa , Claudium mariscus , Elymus pycnanthus , Juncus acutus , Juncus maritimus , Limonium angustifolium , Salicornia maritima , Schoenus maritimus. Nelle radure boschive, dove il sole riesce a penetrare, si incontrano: asparagi selvatici Asparagus acutifolius , erica Erica arborea , ginestra comune Spartium junceum , lavanda Lavandula stoechas , rosmarino Rosmarinus officinalis e orchidee selvatiche.

    Questa facilità e comodità di accesso non controllato, se da un lato espone il parco ad una notevole usura, specie nei mesi estivi, dall'altro ne consente una fruizione completa da parte degli appassionati, specialmente nel periodo da ottobre a maggio.

    Attività[ modifica modifica wikitesto ] L'attività principale svolta nel parco è quella balneare, concentrata nel periodo da giugno a settembre e localizzata essenzialmente sull'arenile.

    Il parco viene attraversato trasversalmente, lungo sentieri che conducono dalla strada provinciale alla spiaggia. A supporto di tale attività sono state realizzate alcune piccole strutture servizi igienici e docce nei pressi del litorale.

    All'interno del bosco sono stati installati alcuni tavoli per picnic.

    Al centro del parco è stata realizzata una strada interna sterrata che lo attraversa longitudinalmente per quasi tutta la sua lunghezza. Tale percorso realizzato per i servizi del parco e con funzione antincendio, viene anche utilizzato per escursioni a piedi, in bicicletta ed a cavallo. Gestione e prospettive[ modifica modifica wikitesto ] Per decine di anni il parco costiero è stato sostanzialmente abbandonato a se stesso ed ha quindi potuto mantenere e incrementare indisturbato le sue caratteristiche naturali.

    Proprio grazie alla sua "naturalezza", alla mancanza di qualsiasi infrastruttura, all'aspetto "selvaggio" del litorale e della fascia di vegetazione a ridosso del mare, Il Parco Costiero di Rimigliano è divenuto un'assoluta rarità, anche a livello nazionale. Non si ha infatti conoscenza di altri tratti di sei chilometri di litorale sabbioso, con ampio arenile non interessato da fenomeni erosivi, incorniciato da un bosco naturale ed intatto, del tutto privo di segni visibili di interventi umani, e nel contempo, pienamente accessibile ed usufruibile da tutti.


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