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SCARICA BAGLIORE NEO GAS RAREFATTI

Posted on Author Neshicage Posted in Multimedia


    I fenomeni connessi con lo scarica di elettricità attraverso i gas rarefatti furono è la tensione di scarica in aria e nei gas, e come avviene la scarica nei gas alle potete leggere il mio articolo Esperimenti sulla scarica a bagliore in un gas. Tubo rettilineo a scarica nei gas. Nell`inventario D del col n° è descritto come “tubo universale per esperienze con scariche nei gas rarefatti”. il bagliore negativo circonda il catodo e il vetro del tubo mostra una. Per osservare il fenomeno della scarica elettrica in un gas, lo si racchiude in un tubo trasparente, fissando in tal modo il tipo di gas (o miscela di gas) e la. Scarica elettrica nei gas rarefatti. L'aria ed positiva scompare e rimane solo il bagliore negativo per scomparire a partire dalla pressione di circa 0, mbar.

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    Come ha scritto già nel Joseph J. In effetti, le scariche elettriche nei gas sono ricche di complessi fenomeni fisici. In questo articolo articolo vedremo qual è la tensione di scarica in aria e nei gas, e come avviene la scarica nei gas alle varie pressioni, nonché i differenti regimi di conduzione elettrica nei gas. Un semplice apparato sperimentale per studiare la scarica nei gas qui presentata — costituito dal classico tubo di vetro in cui viene pompata via aria, e con agli estremi due elettrodi cui è applicata una differenza di potenziale elevata — è illustrato nel mio articolo Come creare una scarica a bagliore , al quale dunque rimando.

    La tensione di scarica: la legge di Paschen Alla normale pressione atmosferica, i gas sono cattivi conduttori di elettricità. E da quali parametri dipende?

    Di solito sono i gas quei corpi in cui si producono più di frequente le scariche elettriche, ma avviene anche ch'esse si manifestino, per forti differenze di potenziale, nei dielettrici liquidi e solidi, facendo spruzzare o vaporizzare i primi, rompendo o perforando i secondi. Si parla in questo caso di scariche elettriche continue. Tra i fenomeni che accompagnano le scariche elettriche, i più noti sono i fenomeni luminosi.

    Ma le grandi scoperte scientifiche della fine del secolo passato e del principio del nostro, i lavori di Augusto Righi in Italia, quelli, fondamentali per le scariche elettriche, di J. Thomson in Inghilterra e di J. Stark in Germania hanno detemiinato anche in questo campo un nuovo e moderno indirizzo di studî che, proseguito da numerosissimi fisici, sfruttando le simultanee conquiste della fisica atomica, ha portato in pochi decennî quasi alla completa chiarificazione dei processi che si svolgono nelle scariche elettriche, ponendo i fondamenti del loro studio analitico e aprendo inoltre nuove e insperate vie alla loro utilizzazione.

    Queste condizioni sono definite in primo luogo dal valore della pressione o meglio della densità del gas attraversato dalla scarica elettrica. Le scariche elettriche si dividono infatti, d'ordinario sebbene non sempre opportunamente , in tre gruppi diversi, a seconda che il gas si trovi a pressione normale o quasi, oppure rarefatto moderatamente, o, infine, a pressione estremamente ridotta. Scariche elettriche a pressione normale. Per piccole distanze, raggiunta la differenza di potenziale necessaria alla scarica potenziale di scarica , scocca la scintilla: un tratto luminoso brillantissimo, rettilineo, di colore bianco azzurrognolo, che congiunge per un tempo brevissimo l'elettrodo positivo anodo al negativo catodo , e poi si spegne, per ripetersi soltanto quando si sia raggiunta nuovamente fra gli elettrodi la differenza di potenziale annullata dalla scintilla.

    Questa è accompagnata da un rumore secco caratteristico, che dimostra l'effetto meccanico della scarica sull'aria circostante. Se la capacità degli elettrodi è grande, la scintilla è accompagnata da un tale sviluppo di calore da presentare l'apparenza di un vero arco voltaico. In condizioni opportune la scintilla è oscillante e consiste cioè in una successione di scintille sempre più deboli smorzate , dirette alternativamente nei due sensi.

    Per maggiore distanza degli elettrodi il fenomeno è diverso. Se molte scintille di questa specie si succedono a brevi intervalli di tempo, la scarica si presenta al nostro occhio come un groviglio di fili luminosi. La fig. Se la potenza messa in giuoco è grande, si ha anche in questo caso un fenomeno termico e le scintille si fondono in una fiamma unica, che per la minore densità del gas riscaldato, come nell'arco, si sposta verso l'alto fig.

    Quando gli elettrodi sono ancora più distanti i limiti di distanza dipendono dalla differenza di potenziale disponibile e dalla capacità degli elettrodi non scocca più la scintilla e i fenomeni luminosi si presentano soltanto agli elettrodi, dai quali si dipartono, costituiti da brevi peduncoli più brillanti continuati in pennacchi con le più svariate ramificazioni anodo o semplicemente da raggi perpendicolari all'elettrodo catodo.

    Il fenomeno non presenta allora nemmeno più quel carattere di discontinuità che distingue le scintille ed è piuttosto da considerarsi già come una scarica elettrica continua.

    A maggiore distanza degli elettrodi cessa infatti anche la formazione dei pennacchi e solo deboli luci a struttura raggiata effeuvio o pallide aureole luminose rivestono i conduttori, costituendo l'unica manifestazione luminosa del passaggio della corrente elettrica nel gas. Il fenomeno noto col nome di effetto corona, che si manifesta sui fili delle condutture d'alta tensione e determina non sempre trascurabili dispersioni di energia, appartiene appunto a quest'ultima specie di scarica elettrica.

    Una scarica elettrica di natura ben diversa da quelle ora considerate, e che del pari si osserva comunemente a pressione ordinaria ed ha di solito carattere di scarica elettrica continua, è l'arco voltaico.

    Esso richiede, per mantenersi, un potenziale molto basso, perché la causa della conducibilità acquistata dal gas risiede in questo caso nell'emissione di elettroni da parte del catodo incandescente.

    Dello studio dell'arco si sono occupati in Italia specialmente M. La Rosa, A. Occhialini, M. Pierucci, G. Polvani, ecc. La teoria è stata data da S. Scariche elettriche nei gas moderatamente rarefatti. Applicata una conveniente differenza di potenziale agli elettrodi per es. Se si diminuisce la pressione, questi fenomeni luminosi si fanno più tranquilli, le luci meno brillanti e più espanse; se c'era formazione di scintille, queste ora da spezzate diventano soltanto tortuose e poi, a pressione ancora minore, rettilinee, formando un grosso cordone luminoso diretto assialmente dall'anodo fin quasi al catodo.

    Se c'era prima soltanto l'effluvio, questo si va pure trasformando col diminuire della pressione e assume forme caratteristiche e diverse intorno ai due elettrodi. L'aspetto della scarica alle varie pressioni è dato nella fig. A sinistra sta il catodo a destra l'anodo. Al primo, una pellicola violetta riveste parte dell'elettrodo; all'anodo la luce è rosea ed occupa un'area molto piccola. Davanti al catodo, separata da uno spazio oscuro, appare una luce rossa, che diminuendo ancora la pressione si estende verso l'anodo e va a congiungersi con esso formando la colonna positiva.

    Gas discharge in rarefied gases

    Intanto col diminuire della pressione la diversità dei fenomeni luminosi ai due poli si fa sempre più accentuata, perché le luci si estendono di più. La colonna positiva, che da rossa diventa più rosea, si ritrae verso l'anodo e mostra nette stratificazioni.

    Al catodo, la luce negativa si espande invadendo parti sempre maggiori dello spazio disponibile e dividendosi in due regioni luminose distinte e parallele all'elettrodo: la prima luce negativa rosea nell'aria , che riveste il catodo, e il bagliore o seconda luce negativa azzurra. Le separa uno spazio oscuro spazio oscuro catodico, di Hittorf o di Crookes. Il bagliore costituisce la manifestazione luminosa catodica più vivace e da essa prende il nome il tipo di scarica elettrica considerato scarica a bagliore.

    Dal fronte catodico della colonna positiva, il bagliore è pure separato da uno spazio oscuro, detto spazio oscuro di Faraday. Questi fenomeni si osservano a pressioni di qualche decimo di mm. Se la pressione diminuisce ancora, la colonna positiva si ritrae sempre più verso l'anodo quasi respinta dall'invadente bagliore negativo. Le stratificazioni si fanno più ampie, ma anche meno numerose, e infine scompaiono con l'intera colonna positiva.

    Sotto il decimo di mm. Col successivo diminuire della pressione, questo fronte si sposta ancora verso l'anodo e mentre le luci si fanno sempre più deboli e vanno quasi estinguendosi lo spazio oscuro invade tutto l'interno del tubo.

    Scariche elettriche nei gas molto rarefatti. Mentre l'interno del tubo è oscuro, subentra allora invece un'intensa fluorescenza verde alle pareti di vetro opposte al catodo; questo indica l'esistenza di un flusso invisibile di particelle eletrizzate v. L'indagine sperimentale ha condotto a riconoscere queste particelle elettrizzate per elettroni, cariche elettriche negative di 4, u. Millikan e di massa circa volte più piccola di quella dell'atomo d'idrogeno.

    Questo flusso costituisce i cosiddetti raggi canali. Meccanismo della scarica elettrica nei gas. Sono ionizzatori secondarî i raggi X, le radiazioni delle sostanze radioattive v.

    Elettroni si possono pure fornire al gas mediante l'effetto termoionico v. Ma questi casi non riguardano lo studio delle scariche elettriche propriamente dette. In queste, la conducibilità elettrica si produce solo in virtù della differenza di potenziale dei due elettrodi. Per spiegare questo si deve pensare che, secondo la teoria cinetica dei gas, ai corpuscoli, siano essi o no elettrizzati, compete un certo valore dal cammino libero medio ch' essi possono percorrere tra un urto e il successivo con altre particelle v.

    La ionizzazione di un atomo richiede d'altra parte un determinato quanto di energia, che, misurato dalla differenza di potenziale che, per acquistarlo, un ione o un elettrone deve attraversare liberamente, si chiama potenziale di ionizzazione. Un ione di carica elementare 4, u.

    Per ciascuna riga spettrale l'energia che l'atomo deve acquistare per poter emettere la rispettiva radiazione è pure una quantità fissa e si dice potenziale di eccitazione. Ecco i valori di alcuni potenziali di ionizzazione e dei rispettivi minimi potenziali di eccitazione: Per determinare la ionizzazione per urto è dunque assolutamente necessario che la differenza di potenziale dei due elettrodi superi quel valore che consenta, almeno in qualche parte del gas, agli ioni e agli elettroni di acquistare l'energia necessaria.

    Ma oltre alla ionizzazione per urto, un secondo fenomeno concorre a rendere possibile la scarica elettrica nei gas, arricchendoli, specialmente a bassa pressione, di elettroni liberi. Gli ioni positivi, arrivando al catodo, possono, in virtù della velocità acquistata e forse più in virtù del loro numero, estrarre direttamente elettroni dal metallo. Questo processo, cui non corrisponde un analogo all'anodo, determina anche le dimrsità che presentano a bassa pressione i fenomeni luminosi dei due elettrodi.

    Il concorso simultaneo della ionizzazione per urto e dell'estrazione di elettroni dal catodo permette dunque la ionizzazione spontanea del gas sotto l'azione d'una differenza di potenziale sufficiente. Si producono allora due flussi di particelle d'opposto segno, dirette verso i rispettivi elettrodi, flussi che durante il percorso s'ingrossano per la ionizzazione da essi stessi provocata doppia valanga di ioni. Per uno stato di regime stazionario scarica elettrica continua si richiede naturalmente che questi due flussi si regolino in modo da compensare in ogni istante la diminuzione di ioni dovuta alla neutralizzazione delle cariche agli elettrodi corrente , alla ricombinazione fenomeno inverso della ionizzazione e alla diffusione di ioni fuori della regione del gas percorsa dalla scarica elettrica.

    La densità della carica spaziale carica per unità di volume è data da Se la densità di corrente è notevole, anche queste cariche spaziali possono diventare molto rilevanti.

    Esse deformano allora il campo elettrico, che senza di esse dovrebbe avere fra gli elettrodi la distribuzione voluta dalle leggi dell'elettrostatica per il vuoto. Infatti, se le cariche spaziali deformano notevolmente il campo elettrostatico, sarà nel campo deformato e non più in quello puro che dovranno procedere in senso opposto le due valanghe di ioni, e il modo in cui esse cresceranno sarà allora ben diverso, perché la facoltà di ionizzare dipende dall'intensità del campo.

    D'altra parte lo sviluppo diverso delle due valanghe di ioni influirà a sua volta sulla distribuzione delle cariche spaziali.

    Lo stato finale stazionario dovrà risultare adunque da un equilibrio compensatore di queste opposte influenze e sarà ben diverso da quello che si sarebbe presentato a densità di corrente molto piccola, mancando l'intervento delle cariche spaziali e la conseguente deformazione del campo.

    Per effetto delle cariche spaziali si forma infatti al catodo, come vedremo più innanzi, una caduta di potenziale fortissima, attraverso lo spazio oscuro catodico, e ivi si compenetrano le due valanghe ioniche determinando, quando si raggiungono le condizioni di stazionarietà, un costante flusso di elettroni verso le altre regioni di scarica.

    Il valore della caduta di potenziale catodica, lo spessore dello spazio oscuro e la densità della corrente sono determinati appunto dalla condizione che questo flusso di elettroni sia sufficiente alle esigenze della scarica. Lo Stark ha dato il nome di doppio stato di ionizzazione catodica alla regione in cui si svolgono i processi descritti.

    La sua reale esistenza è dimostrata dal formarsi delle due distinte luci negative; la sua essenziale importanza per la scarica a bagliore, dal fatto che tutte le altre regioni di ionizzazione o luminose possono mancare senza alcun pregiudizio per il fenomeno.

    La teoria è stata data da R. Holm, ed ha avuto recenti sviluppi da parte di R. Seeliger, M. Steenbeck, W. Le forme o fasi della scarica elettrica in regime stazionario. Le scariche del primo tipo prendono il nome generico di scariche di Townsend, perché le condizioni che le determinano sono quelle stesse che suppose J.

    Townsend nella sua teoria del potenziale di scarica. Esse si presentano transitoriamente come fase iniziale durante l'accensione di tutte le altre forme di scarica; come fase stabile, principalmente nell'effetto corona e cioè a pressione elevata intorno a elettrodi di forte curvatura.

    Il secondo tipo di scarica comprende, oltre a quelle scariche a pressione notevole, che si sviluppano quando la densità della corrente cresce oltre il valore che presenta nell'effetto corona pennacchio, scintilla , la scarica a bagliore, per cui è condizione essenziale l'esistenza di forti cariche spaziali che, deformando il campo, rendano possibile il formarsi del doppio strato di ionizzazione catodico, e l'arco, in cui sempre la densità di corrente è molto forte.

    Si distinguono tre forme o fasi della scariea elettrica: la fase di Townsend, quella a bagliore e quella d'arco; la prima, del primo tipo, le due altre del secondo. Tutt'e tre possono sussistere, in condizioni opportune, stazionariamente in un gas. Per precisare queste condizioni il Seeliger considera come variabili la densità j della corrente nel gas e la pressione p.

    Risulta allora, secondo l'esperienza, un diagramma del tipo indicato dalla fig. La stazionarietà del fenomeno è quindi legata anche a certe speciali condizioni, cui deve soddisfare il modo d'alimentazione. Le curve mostrano come il gas abbia una resistenza elettrica variabile con l'intensità. Inoltre le tre fasi si distinguono per l'ordine di grandezza di questa resistenza variabile, ch'è massimo per la fase di Tomsend fase più debole , minore per quella a bagliore, minimo per l'arco fase più forte.

    La caratteristica della fase di Townsend è preponderantemente crescente, quella della fase a bagliore, decrescente per un breve tratto iniziale regime subnormale , è parallela all'asse i nel tratto seguente regime normale , poi di nuovo crescente regime anomalo e decrescente solo alla fine. La fase d'arco ha caratteristica essenzialmente decrescente.

    Le caratteristiche descritte in senso inverso, cioè facendo diminuire l'intensità della corrente, non ricoprono esattamente quelle ottenute procedendo nell'altro senso isteresi. Gli stati corrispondenti ai tratti delle caratteristiche fortemente decrescenti sono per loro natura instabili. Si ha allora invece un processo discontinuo, in cui, nonostante la continuità dell'alimentazione, le due fasi prossime s'alternano periodicamente scariche discontinue.

    A pressione elevata si presenta come forma normale della scarica la fase di Townsend, finché non si raggiungano linea bb della fig. Per distanze piccole subentra invece, subito, non appena sia raggiunto il potenziale di scarica, il fenomeno discontinuo della scintilla. Il diagramma della fig. La corrente di Townsend e la determinazione del potenziale di scarica. Questo potenziale costituisce dunque il vero potenziale di scarica.

    La sua determinazione analitica è dovuta appunto al Townsend e si fonda sulla considerazione che all'inizio della scarica elettrica, quando nessuna corrente sensibile attraversa ancora il gas, le cariche spaziali possono riguardarsi come nulle e il campo esistente fra gli elettrodi come non diverso da quello elettrostatico.

    Scelta p. Tratti di scarica per cui il prodotto pd è lo stesso si dicono simili. L'andamento di A quale funzione di pd è in tutti i gas del medesimo tipo, come lo mostra la fig.

    Carr ed E. Mentre per valori pd elevati la legge di dipendenza è praticamente lineare potenziale di scarica proporzionale sia alla pressione, sia alla distanza , per ciascuno dei gas si ha, per un valore caratteristico del prodotto pd, un minimo del potenziale di scarica. Per l'aria esso è di 5,65 mm. Hg per mm. Per l'elio invece il minimo di A è, se il gas è purissimo, di soli volt, con un prodotto critico pd di 40 mm. Col crescere della distanza degli elettrodi, pur crescendo il potenziale di scarica A, il campo disruptivo diminuisce fortemente.

    Schumann Se gli elettrodi sono sfere o cilindri di raggio piccolo rispetto alla loro distanza, le cose cambiano notevolmente d'aspetto. A parità di distanza e di pressione, il potenziale di scarica diminuisce col raggio di curvatura, ma d'altra parte cresce il campo disruptivo che si calcola ora, come valore massimo del gradiente, dalla differenza di potenziale nota e dalla distribuzione del campo data dalle leggi dell'elettrostatica. In funzione della distanza degli elettrodi, il campo disruptivo diminuisce inoltre, col crescere di questa, fino a un minimo, ma torna poi a crescere per avvicinarsi a un limite oltre il quale esso diventa indipendente dalla distanza.

    Per tutti questi e per varî altri casi lo Schumann ha raccolto dati precisi e calcolato i campi disruptivi, soddisfacendo specialmente ai bisogni dell'elettrotecnica.

    Se i potenziali di scarica hanno da servire, come spesso avviene, per la misura di differenze di potenziale, i dati relativi devono riferirsi naturalmente a sfere di determinato raggio. Alcuni valori sono raccolti nella seguente tabella, che dà i potenziali di scarica in kV per due sfere eguali campo asimmetrico nell'aria a mm. Tensioni dell'ordine di kV si misurano opportunamente con sfere di 37,5 cm.

    Il fatto che il campo disruptivo taluni parlano di rigidità dielettrica non muti più, oltre un certo valore della distanza degli elettrodi, dimostra che il processo di ionizzazione si svolge, quando gli elettrodi sono fortemente curvi, soltanto in uno spazio limitato in vicinanza degli stessi, dove il campo è più intenso.

    Nel rimanente intervallo si ha solo una corrente di trasporto convettivo. Fra punta e piano è sempre la punta che funge, per la medesima ragione, da elettrodo di scarica. Lo spazio di scarica intorno all'elettrodo attivo crescerà evidentemente col diminuire della sua curvatura. La scarica di punte è usata a scopo scientifico nel conta-elettroni di H.

    Geiger fig. Tra questa e il cilindro si stabilisce una conveniente differenza di potenziale qualche migliaio di volt , di poco inferiore a quella necessaria al passaggio della scarica. Gli arrivi successivi possono essere quindi contati, se il semplicissimo strumento è collegato con un elettrometro o un galvanometro, che indichi il passaggio della scarica. L'effetto corona, il fenomeno luminoso che si osserva sui fili delle condutture d'alta tensione, appartiene pure alla specie di scarica che ora abbiamo considerato.

    Nell'effetto corona mancano quasi del tutto fenomeni di polarità; il campo, per cui si produce l'effetto, è lo stesso per i fili di opposto segno. Le condizioni di Townsend diventano in questo caso condizioni di Schumann ; e i due integrali sono indipendenti dal senso dell'integrazione.

    Per un campo omogeneo le due condizioni diventano La condizione che l'integrale debba avere un certo valore, significa semplicemente che, per l'adescamento della scarica, è necessario che lungo il percorso dal catodo all'anodo ciascun elettrone produca un numero determinato di paia di ioni.

    Si deve ammettere che si verifichi questo ultimo caso nel pennacchio e nella scintilla, dove per la forte densità di corrente deve subentrare, subito dopo l'inizio della scarica, l'influenza delle cariche spaziali. Questo fenomeno si manifesta del pari nelle scariche lambenti le superficie dei dielettrici.

    Per la determinazione del campo disruptivo fra elettrodi variamente conformati sfere, cilindri, ecc. Pochettino e G. La natura del materiale di cui è costituito il catodo, come pure lo stato della superficie di questo elettrodo E. Dubois cominciano inoltre a influire fortemente sulla scarica elettrica, quando il gas è rarefatto. L'estrazione di elettroni dal catodo per parte degli ioni positivi si afferma in questo caso come un fenomeno di essenziale importanza per la scarica elettrica.

    ELETTRICHE, SCARICHE

    E in queste condizioni si manifesta la scarica a bagliore. La scarica a bagliore. Questa funzione ha nel neon, secondo determinazioni di F.

    Penning, per ioni di volt, il valore o,,6, per ioni di volt il valore 0,,14, per ioni di 0 volt il valore limite di 0, L'influenza fondamentale delle cariche spaziali nella scarica a bagliore si rivela nella distribuzione particolare dei caratteristici strati luminosi, già descritti e in quella del potenziale lungo l'asse del tubo da scarica. OA rappresenta uno spazio oscuro molto stretto spazio oscuro di Aston , che in certi gas elio, neon e idrogeno si è osservato al limite fra il catodo e la prima luce negativa ILN rossa nell'elio, rosa nell'aria, gialla nel neon.

    OC è lo spazio oscuro catodico, oscuro più che altro per contrasto, ma non privo del tutto di luminosità violetto nell'aria, verde smeraldo nell'elio, rosso cupo nel neon. FB rappresenta il fronte catodico del bagliore, che del pari si stacca nettamente dalla regione oscura vicina soltanto per un effetto fisiologico. Infatti l'esame spettroscopico rivela, per ogni singola radiazione emessa, un distacco molto meno marcato e per di più un'estensione diversa dello spazio oscuro; sicché il fronte catodico del bagliore presenta una sua particolare struttura fine, in quanto si constatano delle radiazioni di eccitazione tanto minore quanto più si procede verso l'interno del bagliore.

    Il bagliore B, che si estende verso lo spazio oscuro di Faraday OF non ha invece dalla parte anodica un fronte marcato. La scarica a valanga appena descritta si manifesta ogni volta che tra due elettrodi si stabilisce una differenza di potenziale d.

    Per innescare il processo, bastano i pochi ioni che sono sempre presenti nell'atmosfera. Questi ioni vengono prodotti essenzialmente dall'urto di particelle subatomiche veloci, provenienti dagli spazi interplanetari raggi cosmici , con le molecole dell'aria. Sul fenomeno della scarica a valanga si basa per esempio il funzionamento dei depuratori elettrostatici. Conduzione nei gas a pressione ridotta I fenomeni descritti poch'anzi avvengono a pressione ordinaria, ma ve ne sono altri molto interessanti che si manifestano nei gas a bassa pressione come quello, importante per le numerose applicazioni pratiche, per cui sotto particolari condizioni la corrente che attraversa un gas rarefatto lo rende luminoso.

    Alla pressione ambiente la corrente nel tubo rimane molto piccola ed è dovuta ai pochi ioni sempre presenti nell'aria. Nell'aria la scarica è rosa, ma in altri gas ha colori diversi ad esempio: nel neon è rossa, nell'argon blu-verde. Abbassando ulteriormente la pressione, la luminosità si espande in tutto il tubo scarica a bagliore. I tubi delle insegne luminose funzionano in queste condizioni, utilizzando gas diversi a seconda del colore voluto.

    Elettrologia: nei dielettrici

    Per capire il meccanismo della scarica a bagliore si deve considerare che in vicinanza del catodo l'elettrodo negativo si ha un elevato campo elettrico. Urtando contro il catodo, tali ioni espellono elettroni che, fortemente accelerati dal campo elettrico, si spostano verso l'anodo, cioè l'elettrodo positivo. La luminosità osservata è dovuta al fatto che, oltre a essere ionizzati, gli atomi vengono eccitati dagli elettroni, ricevono cioè da questi una certa energia che poi riemettono sotto forma di luce.


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