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PULSIONALE SCARICARE

Posted on Author Dugis Posted in Internet


    La pulsione è un concetto sviluppato da Sigmund Freud per dare una spiegazione ai moventi una scarica della tensione provocata dalla spinta pulsionale. In ambito psicologico il termine pulsione (dal latino pulsio, derivato da pellere, una meta che rappresenta l'azione di scarica o di soddisfazione della tensione. Il termine pulsione ha nella storia della psicoanalisi un significato fortemente inteso come una vera e propria scarica delle sostanze (la libido) accumulate. A tale aumento segue un tentativo di scarica motoria che si traduce tenta di trovare, in modo allucinatorio, una possibilità di scaricare la tensione pulsionale.

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    Il fraintendimento, osserva Morris Eagle, dipende dal fatto che il termine oggetto si riferisca a significati molteplici e complessi. Gli stimoli capaci di ridurre le tensioni pulsionali primarie, come la fame, assumono proprietà pulsionali rinforzanti e secondarie.

    In altre parole, la madre assume proprietà pulsionali secondarie perché viene associata alla scarica di pulsioni primarie. Questo concetto, la teoria della pulsione secondaria, è il punto che più verrà criticato e da cui verrà costruita la teoria delle relazioni oggettuali. Freud suggerisce che siamo costretti ad amare, ad investire sugli altri se non ci vogliamo ammalare. Sono proprio queste le idee freudiane che saranno al centro dello scontro e daranno il via ai successivi sviluppi delle psicoanalisi.

    Vi propongo, allora, una sintesi sul tema centrata sul significante. Per cogliere in che modo Lacan vada oltre la querelle pulsionale-relazionale, si tratta di aver presente come la pulsione sia strutturata dal significante che implica ovviamente una relazione innanzitutto con i genitori in quanto il campo del linguaggio precede la nascita, la parola e la pulsione del soggetto.

    Lacan propose una volta di tradurre Trieb con attrazione.

    Le pulsioni andrebbero, dunque, giustapposte alle relazioni umane. Si tratta di situazioni umane, purtroppo frequenti.

    Fra i tanti autori che leggo, preferisco ancora e sempre Lacan in quanto egli ha affrontato decisamente le situazioni cliniche ed i concetti a volte confusi e contraddittori- ammettiamolo di Freud su cui il padre della psicoanalisi si arrestava pulsione, pulsione di morte, angoscia, psicosi e suo trattamento, allucinazione, suicidio, aggressività, tornaconto secondario, reazione terapeutica negativa, femminilità, ecc.

    Celebre è un passaggio clinico del caso Dora in cui, quando ella aveva 14 anni, venne baciata dal Signor K.

    Le relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica: da Freud alla scuola inglese di psicoanalisi

    Lacan legge, invece, questo passaggio del caso Dora anche in termini di relazione ed, esattamente, di relazione identificatoria: ella si identifica con il Signor K. Saltando sicuramente molti passaggi, uno fra gli autori più interessanti della corrente analitica intersoggettiva come Stolorow parla tuttora nelle sue opere di istinto e di impulso.

    Freud modifica la sua posizione riguardo a quali siano le forze in gioco ma rimane sempre fedele ad una concezione fondata su due diverse pulsioni che si contrappongono entrando in conflitto fra loro o che si rafforzano a vicenda. Questo concetto ha subito diversi rimaneggiamenti nel corso della vita di Freud e, a questo proposito, è bene parlare di tre principali momenti riguardo alla concezione freudiana della pulsione.

    Le prime sono, essenzialmente, considerate pulsioni inconsce, forze rimosse che si accumulano. Si rivela a questo punto nella sua verità il detto che non è facile per nessuno essere contemporaneamente servitore di due padroni.

    Di più, la cultura dà origine a nuove emozioni come variazioni delle emozioni innate che si innestano sugli stessi meccanismi fisiologici [5]. Gli induttori culturali si definiscono in età precoce e sono il frutto delle nostre originarie esperienze relazionali, fetali e neonatali soprattutto.

    Esse danno origine ad un sostrato di tracce mnesiche che si sedimentano non solo a livello nervoso centrale - nel nostro cervello emotivo - ma anche a livello periferico nelle posture del corpo, nei suoi automatismi, nelle sue inclinazioni, e che ci permettono di leggere le nostre esperienze attuali orientando i nostri comportamenti.

    Non esistono pertanto esperienze piacevoli, erotiche, dolorose in sé; esse saranno in una qualche misura filtrate dalle nostre personali inclinazioni, frutto di specifici e precoci vissuti personali.

    Il concetto di bisogno continua quindi ad essere fondamentale, ma è definito in modo sostanzialmente diverso. Non è più possibile considerarlo soltanto espressione di un qualcosa di primario, derivato soltanto da necessità biologiche di sopravvivenza, che controllerebbe e determinerebbe gli esiti dei cosiddetti bisogni secondari Maslow, Fin dalla nascita, le persone vivono esperienze concrete per rendere possibili queste linee di sviluppo, per realizzarle.

    Era per questo motivo che ritrovare ed analizzare i traumi era considerato necessario in psicoterapia. Tale interazione è attiva, cercata e richiesta: non subita né predeterminata dal corredo genetico e dalle dinamiche inconsce. Perché in psicoterapia dobbiamo soddisfare i bisogni e ristabilire i Funzionamenti della persona che le permettono di soddisfarli?

    Nel Processo psicoterapeutico Funzionale, i Funzionamenti sono modificati da e dentro una relazione concreta con lo psicoterapeuta; e non perché sia una riedizione di vecchie relazioni o di relazioni fantasmatiche.


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