Mlfacets

Mlfacets

UNINSTALLABILITY SCARICA

Posted on Author JoJom Posted in Film


    UninstallAbility. Aurelitec, Inc. valutazione. 0. Advertisement k. Valuta questa App. UninstallAbility screenshot 1. Informazioni tecniche. Licenza: Gratis. UninstallAbility rende possibile la disinstallazione di qualsiasi programma in un qualunque momento, anche qualora uno o più file, necessari per avviare la. Scarica app su Disinstallatori per windows come cm diskcleaner, soft organizer, slimnet uninstaller. UninstallAbility icon ramesh · ToolbarCop. Di ramesh. Indispensabile quando il registro di disinstallazione di Windows fa i capricci: Uninstall Abilty realizza copie di backup delle informazioni necessarie, richiamabili.

    Nome: uninstallability
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: Android. Windows XP/7/10. iOS. MacOS.
    Licenza:Gratuito (* Per uso personale)
    Dimensione del file: 16.19 MB

    View Full Version : La connessione mi cade. Da stasera la connessione come ho detto prima mi cade. Mi sapete suggerire qualcosa? AVG mi ha trovato 2 worm e dice virus detected, secondo voi sono stati resi innoqui?

    Di che worm si trattava???

    Rende invisibile il pc quando si naviga in Internet per proteggerlo, controlla le mail in arrivo e in uscita. Condividi Preferiti Blocca Cookie Policy. P eaceLink - Pace - Con il mondo a scuola Sfondi.

    Aggiunge la funzione di ricerca per data di installazione, nome, dimensione, e aumenta anche la precisione nella disinstallazione dei programmi. A volte disistallando un'applicazione restano delle dll nel sistema. FileMap mantiene una traccia delle dll potendo cosi' eliminare quelle non necessarie. Un software che migliora il tool di installazione e disinstallazione presente in Windows. Grazie a questo potrete catalogare i programmi in base al nome, data d'installazione, dimensioni Questo programma infatti, utilizzabile come normale software per disinstalallare, ricerca tutti i file collegati e assicura la loro eliminazione.

    FileMap by BB 2. Freeware per Windows. OCXTS 1. Freewar eper Windows 16 Kb. UninstallAbility 1. Freeware Kb. Chris Free Software Cleaner 2. Drive Rescue Recupera files eliminati accidentalmente dall'hard disk anche dopo la formattazione, gratis! Remove 1. PC Magazine's InCtrl Software per la disinstallazione dei programmi, dotato anche di un registro che permette di invertire l'operazione nel caso di errore. Freeware per WIndows. Mail Washer 2. RealOne In nuovo player per visualizzare ed ascoltare contenuti Real.

    ICQ Programma per chattare istantaneamente con chi vuoi tu e conoscere nuove persone in tutto il mondo.

    Lo scopo è di orientare gli acquisti capendo subito dove sta andando il mercato. I grafici sono principalmente in unità numero di pezzi venduti ed evidenziano il market share, ma anche il segmento che è cresciuto di più. In alcuni casi viene usato invece il valore per sottolineare l'andamento dei prezzi. I voti sono riportati nelle prove di laboratorio e nelle pagine finali della guida all'acquisto. Intendiamo in questo modo riprodurre le reali condizioni di utilizzo una volta acquistata la macchina dal negozio.

    Eventuali interventi verranno comunicati nel testo della prova. Anno' Dicembre - n. Castellazzi eleonora. Milano n. B int. L'editore, titolare de! È recente la polemica della tassa aggiuntiva sui CD registrabili, per il momento ferma in Parlamento, che pretende di frenare le copie abusive imponendo un balzello di Stato da trasferire ai detentori originali dei diritti. Insomma, si vuole gestire la diffusione di materiale digitale alla stregua della benzina e delle sigarette.

    È chiaro che il costo maggiorato del supporto non fermerà il copiatore incallito, che continuerà a trarre beneficio economico dall'uso illegale dei prodotti altrui nonostante la sovrattassa.

    Finirà invece per penalizzare tutti gli altri, che usano il CD come sistema di registrazione legittimo e che si troveranno a pagare diritti d'autore per manipolare materiale creato da loro stessi!

    Pensiamo, poi, alla futura evoluzione di Windows XP e della tecnologia Palladium e vediamo come, il legittimo desiderio di tutelare il software commerciale, possa finire per frenare la circolazione del software che nasce gratuito e che fa della libera diffusione il proprio punto di forza. L'obiettivo è di costruire computer che siano in grado di riconoscere il software "autorizzato" e che blocchino via hardware l'esecuzione di qualsiasi altro programma. Tuttavia, lo sappiamo bene: i professionisti del crimine informatico non si fermeranno nemmeno davanti a queste nuove barriere, che invece renderanno ancora più dura la già tribolata esistenza degli utenti comuni.

    Nell'articolo centrale di questo numero cominciamo ad affrontare questi temi che verranno sviluppati nei prossimi mesi. L'occasione ci viene da alcune limitazioni di sicurezza imposte dal nuovo Service Pack di Windows XP. Limitazioni di cui bisogna assolutamente tenere conto in fase di upgrade e che vi descriviamo in dettaglio per mettervi nelle condizioni di evitare il peggio. Sono titolare di un sito Internet www.

    È proprio di quest'ultimo argomento che vorrei avere chiarimenti. Esiste un testo da pubblicare relativo alla normativa sulla Privacy?

    È sufficiente dare la possibilità di cancellarsi, cosa che è già attiva, o va inserito un qualche testo nelle e-mail? Per i servizi che forniamo, gratuitamente, richiediamo l'iscrizione, non obbligatoria, alla mailing list, se un cliente non si iscrive lo possiamo fare noi per tenerlo aggiornato?

    Stefano Minucci La raccolta e il trattamento dei dati personali sono regolati, in Italia, dalla legge 31 dicembre , n. Si tratta di un provvedimento tra i meno riusciti della nostra storia: è stato, infatti, modificato moltissime volte. Sulla rete, è comunque possibile reperire un testo aggiornato, come ad esempio presso il sito www.

    Secondo l'art. I testi di cui parla il lettore, sono, appunto le informative che il titolare di un trattamento dati, anche il gestore di una mailing list o di un forum , fornisce agli iscritti, circa le finalità della sua iniziativa. Da questo punto di vista, è possibile utilizzare, opportunamente adattandolo, anche uno di questi testi diffusi su Internet, che sono oramai diventati delle formule standard a patto che si controlli che nello stesso siano contenute le informazioni previste dalla legge.

    Non è possibile, invece, iscrivere un cliente a una mailing list senza aver raccolto previamente il suo consenso.

    Piuttosto, per quanto riguarda lo spam, il problema non è solo quello delle procedure per la raccolta dei dati, ma anche quello delle misure di sicurezza. In altri termini, nel momento in cui si organizzano forum, maling list e via dicendo si diviene anche custodi degli indirizzi personali dei partecipanti che devono essere protetti tramite opportune soluzioni hardware e software.

    Un giornale locale del mio Paese ha recentemente pubblicato in prima pagina una fotografia tratta dal mio sito senza citarne la provenienza o il nominativo. Alle mie rimostranze per un "atto riparatore", una segretaria mi ha tranquillizzato dicendomi che ne avrebbe parlato con i responsabili. Ebbene, non solo non c'è stato un atto riparatore, ma hanno pubblicato, sempre in prima pagina, un'altra foto tratta dal sito e addirittura storpiandola cercando di cancellare oggetti, come ad esempio il rifacimento di una chiesa, l'eliminazione di un'auto.

    È lecito che un giornale possa fare una cosa del genere? Non dovrebbe almeno chiedere il consenso alla pubblicazione al proprietario o specificarne la fonte? Franco Vasapollo Le fotografie sono sicuramente oggetto del diritto d'autore, o copyright, previsto dalla legge del Più in particolare, quando le stesse hanno i caratteri della creatività ed originalità, avendo anche valore artistico, godono di una piena tutela cosiddette "opere fotografiche" , mentre quando sono meramente riproduttive della situazione materiale, senza aggiungervi nulla cosiddette "semplici fotografie" , hanno una tutela più limitata, prevista dagli artt.

    Le foto del lettore, essendo semplici riproduzioni di aeree di una determinata zona, sembrano rientrare in questa seconda categoria di fotografie, meramente riproduttive di una certa situazione materiale e senza particolare contenuto artistico o innovativo. Pur se dotate sotto alcuni aspetti di una tutela più limitata, tuttavia, anche queste foto sono oggetto di copyright e lo stesso art. Oltre al diritto di impedire la successiva pubblicazione della fotografia, l'autore della foto ha inoltre il diritto di essere citato come il relativo autore della stessa.

    La legge quindi, derogando al copyright, consente che un giornale, o un periodico, prenda una foto di tipo "semplice" che è già stata pubblicata su un "giornale o altro periodico", o anche su di un sito Web, ma nel consentirlo il giornale si fa carico di pagare all'autore un equo compenso. Il lettore, dunque, avrebbe diritto, oltre che ad essere riconosciuto come l'autore della fotografia, ad un equo compenso in considerazione dell'avvenuto sfruttamento della stessa da parte del periodico.

    Il dibattito sulla community di PC Open in merito a Linux mi sta appassionando molto, anche perché in passato ho usato Unix e, da quanto ho capito, Linux si avvicina a questo sistema operativo. Personalmente ho sempre usato Windows e non mi sento di sparare a priori su Microsoft perché detiene il monopolio dei sistemi operativi , ma mi piacerebbe saperne di più su Linux.

    Lettera firmata, via e-mail In merito alla querelle "Linux- Windows" la posizione di PC Open è abbastanza semplice: non sposiamo né l'uno né l'altro poiché entrambi hanno pregi e difetti che li rendono adatti in alcuni casi e svantaggiosi in altri.

    Cercheremo di scoprire insieme a voi quali siano i casi migliori di impiego di ciascuno e cercheremo, nel confronto fra i due, di capire meglio i veri pregi e difetti di Windows e Linux. Per contribuire con i vostri suggerimenti iscrivetevi alla community di PC Open basta mandare un e-mail a peopen- owner yahoogroups. Volete dire la vostra opinione? A riprova di questo, dopo ap- pena qualche mese dall'uscita del P4 a 2,8 GHz, ecco il nuovo modello a 3,06 GHz.

    Ma più che per l'innalzamento della fre- quenza l'ultimo P4 si distingue dai precedenti per la presenza della tecnologia Hyper-Threa- ding, spiegata ampiamente nel- la pagina a fianco, che lo fa ap- parire al sistema operativo co- me un doppio processore. L'Hyper-Threading migliora que- sta percentuale, anche se non viene specificato di quanto, e al contempo dovrebbe portare a un incremento delle prestazioni.

    Per ora non ve ne so- no e passerà senz'altro un po' di tempo prima di vederli. Dal server al desktop Intel stessa nel suo Techno- logy Journal del primo quadri- mestre del , per spiegare i benefici della tecnologia fa rife- rimento a sistemi di server di fascia media e alta per transa- zioni on line e servizi Web, i quali sono strutturati in modo da trarre beneficio dall'elabo- razione multiprocessore.

    Per le applicazioni desktop è presen- te soltanto un generico accen- no sul fatto che si stanno muo- vendo verso il modello delle applicazioni server. Per ora l'impiego migliore del P4 a 3,06 GHz è nei server di fascia bas- sa, al posto del costoso e spe- cializzato Xeon che come il P4 implementa l'Hyper-Threading. L'unico test per computer de- sktop dove è visibile la capacità dell'Hyper-Threading è nella compressione e riproduzione ASF, il formato multimediale sviluppato da Microsoft.

    Nella compressione a bassa risolu- zione si passa da FPS fra- ine al secondo a ,4 mentre nella compressione ad alta ri- soluzione il guadagno è ancora più sensibile, da 25, 1 a 35, 1 FPS. Il peso dei 3 GHz di velocità si sente comunque nelle applica- zioni desktop e nei giochi, vedi gli ottimi risultati nel 3Dmark SE e in Wolfenstein 3D, ma il prezzo da pagare è troppo al- to rispetto ai benefici.

    Tutti i test sono stati eseguiti alla risoluzione standard di 1.

    Uninstall Ability

    Il P4 a 3,06 GHz mostra come Il processore del futuro I nuovi Pentium 4 con tecnologia Hyper-Threading sono un'anticipazione dei futuri sviluppi dei processori. Con oltre 80 W generati per smaltire il calore richiede un dissipatore di notevole ingom- bro e un montaggio curato con pasta termica di qualità per mi- gliorare il passaggio del calore dal chip al dissipatore.

    Il posi- zionamento del dissipatore ri- chiede una certa precisione, le alette plastiche di ritenuta ri- chiedono un certo sforzo per il fissaggio con il rischio di rom- pere la scheda madre. Gli attuali sistemi operativi e i software sono costituiti da istruzioni indipendenti thread eseguibili in parallelo. I thread possono provenire da una sola applicazione, da due applica- zioni in esecuzione contempo- raneamente oppure dalle varie routine di controllo del sistema operativo che girano in back- ground.

    Questa particolarità è alla ba- se dei sistemi multiprocessore: sistemi con due o più processo- ri che eseguono in parallelo di- versi thread aumentando di conseguenza le prestazioni complessive del sistema. Tutta- via si tratta di sistemi costosi e nonostante le configurazioni multiprocessore esistano da an- ni, il loro utilizzo è limitato ai server e in quei settori dove si ha necessità di un'elevata po- tenza di elaborazione. Diverse tecniche sono state sviluppate per approfittare dei vantaggi apportati dal calcolo parallelo, una di queste è di fare eseguire alla CPU thread multi- pli, generati da diverse applica- zioni, passando in sequenza dall'uno all'altro.

    Nel Time-slice multithreading il processore as- segna al thread una determina- ta e fissa porzione di tempo, tra- scorsa la quale la CPU passa al thread successivo. Nello Switch- on-event multithreading il pas- saggio al thread successivo av- viene quando la CPU nota un tempo eccessivo nell'esecuzio- ne del thread, per esempio quando un dato necessario per l'esecuzione non si trova nella cache LI e il processore la deve recuperare dalla lenta memoria di sistema.

    Entrambi i metodi hanno comunque un'efficacia li- mitata perché risentono degli inconvenienti che si verificano spesso nell'esecuzione delle istruzioni. Una predizione di sal- to a un'altra istruzione errata, il dover attendere un risultato che arriva dall'esecuzione di un altro thread, sono alcune delle condizioni che vanificano il gua- dagno del calcolo parallelo. Come funziona l'Hyper-Threading Il multithread simultaneo, la tecnica su cui è basata l'Hyper- Threading di Intel, segue un al- tro approccio.

    Consente di ese- guire in contemporanea due th- read in un singolo processore senza dover saltare da uno al- l'altro come nelle due prece- denti tecniche descritte. L'Hy- per-Threading fa credere al si- stema operativo e ai software che vi siano due processori mentre in realtà fisicamente è uno solo.

    I due processori, de- nominati processori logici, con- dividono diverse parti del chip: il motore d'esecuzione delle istruzioni, le due cache LI e L2 , l'interfaccia del bus di sistema e il firmware. Le parti del chip re- plicate per creare i due proces- sori logici sono i vari registri di utilizzo generale, i registri di controllo e di stato del PC e i re- gistri dell'APIC Advanced Pro- grammatale Interrupt Control.

    L'avere due processori attivi mi- nimizza la perdita di prestazioni in caso di stallo di uno dei due. Gli spazi vuoti sono i cicli di elaborazione a vuoto mi i thread che hanno tutte le dipendenze soddisfatte e risor- se di esecuzione disponibili. L'Hyper-Threading necessita tuttavia di una certa coopera- zione da parte del sistema ope- rativo per ottimizzare al meglio lo sfruttamento delle risorse.

    Se un thread im- pegna solo il processore logico "0", il comando HALT disattiva "1", viceversa se ad essere im- pegnato è solo "1". Le risorse condivise sono ri- configurate e assegnate tutte al processore logico attivo.

    Il ri- torno al modo multi-task è ese- guito inviando un ulteriore co- mando HALT che riattiva il pro- cessore non utilizzato riasse- gna le risorse equamente. Con questo metodo non si penaliz- zano le prestazioni quando in esecuzione vi è un solo singolo thread, in quanto il sistema operativo esegue sempre delle operazioni di verifica a vuoto sul processore inutilizzato.

    L'im- plementazione della tecnologia Hyper-Threading comporta un aumento della dimensione del chip del 5 per cento. Con ben GB, una capa- cità record, Western Digital è la prima azienda ad aver intro- dotto un hard disk di queste di- mensioni. Il disco è composto da tre piatti da 66 GB l'uno, che hanno una velocità di rotazio- ne di 7. Si col- loca quindi nella fascia alta, sia per capacità sia per prestazioni dei drive EIDE.

    Supporta lo standard ATA , a conferma del fatto che l'ATA, che com- pare solo nei dischi di Maxtor e in alcuni chi- pset di Via e SIS, re- sta più un fregio marketing che un reale avanza- mento tecno- logico e di prestazioni. Maggiori informazioni sul si- to del distributore italiano www. Sul prossimo numero di PC Open, in una comparativa di hard disk avre- mo l'occasione di provare que- sto mostro di capacità, che gli stessi produttori hanno so- prannomina- to in maniera simpatica Drivezilla".

    Ricco il corredo software con due giochi completi e una serie di utility per gestire al meglio la scheda. Uno dei passi in avanti nelle schede video 3D è rappresentato dalla con- nessione AGP 8x al posto di quella 4x. Aumenta la banda passate fino a 2,1 GB al secondo, an- che se non comporterà un rea- le aumento delle prestazioni in quanto le schede video, essen- do equipaggiate con una me- moria da 32 MB in su in molti casi non fanno uso della me- moria RAM di sistema, a cui ac- cedono grazie all'AGP.

    Il debutto è previsto per l'inizio del Grazie a Microsoft Italia abbiamo avuto la possi- bilità di ammirare nei PC Open Labs il primo ed unico dispositivo palmare funzio- nante con sistema operativo Pocket PC Phone Edi- tion in versione italiana.

    È infat- ti possibile inserire una SIM nel dispositivo ed utilizzarlo anche come telefono cellula- re. Per agevolarne l'utilizzo come cellulare è stata inte- grata nel nuovo Pocket PC Phone Edition una fun- zione SIM Manager, al cui in- terno sono presenti tutti i contatti della nostra rubrica telefonica.

    È inoltre presente un'icona telefono che permette di atti- vare la tastiera numerica per comporre il numero di telefo- no. Questa utility consente di inviare messaggi SMS ed impostare i Servizi offerti dal- l'operatore telefonico quali ad esempio avviso di chia- mata ed inoltro chiamata.

    È presente anche la funzio- ne vibracall. Tramite un'altra utility, chiamata Autoconfigura- zione, potremo settare au- tomaticamente le imposta- zioni Internet del nostro provider. I nostri test hanno portato ad una velocità massima non superiore a 28,8 kbps circa 3 KB al se- condo. Nei negozi, purtroppo, ar- riverà agli inizi del e sarà venduto direttamente dagli operatori telefonici. Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.

    In occasione di Smau ha presentato i nuovi modelli di notebook della serie D. D50 è il top di gamma, per chi è alla ricerca di massime prestazioni da un portatile; va ad affiancare il modello D31, per un utente attento al costo. D50, in figura, è basato sul P4 a 2,4 GHz e sul chip video di Ati M7, accoppiata che permette prestazioni di ottimo livello anche nella grafica 3D.

    Il pan- nello LCD che equipaggia il portatile è un ampio 15 pol- lici. Di alto livello anche la connettività con porta USB 2. Il prezzo è di 2. AMD è infatti pronta a lanciare i nuovi processori Opteron e Athlon basati sulla tecnologia Hammer a 64 bit che resta comunque compatibile con i software a Ogni sviluppatore iscritto alla co- munità riceverà una distribuzione Li- nux a 64 bit e il manuale AMD x Architecture Programmerà Manual, scaricabile dal sito Internet www.

    Us Robotics ha recentemente rinnovato il proprio listino, presentando nuovi prodotti "senza fili" in grado di trasferire dati a 22 Mbps.

    Questi prodotti rispettano le specifiche Oltre a una maggiore velocità, i 22 Mbps permettono anche di aumentare l'area coperta dal segnale. Ricordiamo che in un collegamento wireless, la velocità del segnale degrada con l'aumentare della distanza del ricevitore.

    Per cui a metri in campo aperto e a 60 metri nel chiuso risulta molto difficile superare una velocità di 1 Mbps, valore che inficia le maggiori performance teoriche dei prodotti a 22 Mbps.

    Fra i nuovi modelli presentati da Us Robotics merita di essere citato il DSL Router che integra in un solo apparato tre dispositivi: un access point a 22 Mbps, un router con funzioni di sicurezza e autenticazione e uno switch Ethernet a 2 porte. Inoltre questa soluzione integra un print server per il collegamento simultaneo di diversi computer alla stessa stampante tramite porta parallela e una porta seriale per un modem analogico nel caso la connessione Internet via rete debba cadere.

    Per informazioni: www. Il prez- zo previsto è di euro per la schede con la versio- ne Pro e euro per quel- la normale, in diretta com- petizione con le schede ba- sate sulla GPU GeForce Ti le quali hanno un prezzo medio di euro. Le schede con Radeon saranno disponibili in due versioni: Pro, la più ca- ra, e normale.

    La Pro ha un'architettura con 8 pipeli- ne grafiche e una frequenza di clock di MHz, la ver- sione normale ha la stessa frequenza di clock ma metà numero di pipeline. Le schede col chip in ver- sione Pro verran- no equipaggiate con MB di me- moria, le normali con 64 MB.

    Entrambi i chip supportano l'AGP 8x e hanno un'in- terfaccia di memoria a bit alla frequenza di MHz, gestita da due con- troller indipendenti a 64 bit, con una larghezza di banda di 8,8 GB al secondo. Le due unità Vertex Shaders ver- sione 2. Come nel Radeon l'unità Pixel Shaders 2.

    Nel Radeon è stata integrata la versione rivista dello Smoothvision, la tec- nologia di ATI per l'applica- zione del Antialiasing e fil- tro anisotropico, che abbia- mo avuto occasione di ve- dere all'opera nella prova della sche- d a grafica col Radeon sul numero di novembre. Una caratteristica importante del Radeon è il sup- porto DirectX 9, le prossime specifiche di Microsoft per la gestione video sotto Win- dows. Le schede che rispet- tano questo standard sono in grado di eseguire effetti hardware particolari, come l'Hardware Displacement Mapping, e gestire fino a un miliardo di colori al posto dei 16 milioni visualizzati dalle schede DirectX 8.

    Un'altra caratteristica che il ha ereditato dal fratello maggiore è il Videoshader. Sotto questo nome sono raggruppate una serie di tecnologie, hardware e software, svi- luppate da ATI per migliora- re la qualità della riprodu- zione di filmati.

    Tra queste un filtro per la rimozione dei disturbi nella cattura vi- deo, un decoder MPEG-2 in- tegrato e un sistema di de- codifica software che mi- gliora l'aspetto dei video a bassa risoluzione.

    Balza subito all'occhio il model- lo T91 14 che, a soli euro, fornisce 14 pagine al minuto. La risoluzione massima arri- va fino a 1. Il carico di lavoro mas- simo mensile è pari a Un'altra caratteristica di- stintiva del prodotto è la ge- stione della carta. Viene for- nito in dotazione standard un cassetto con capacità di fogli più un alimentatore multifunzione da fogli.

    Entrambi i modelli posso- no comunque essere colle- gati al computer tramite ca- vo USB 1.

    Ogni volta che si vuole ag- giungere qualcosa, bisogna creare una pagina ad hoc; men- tre per modificare i contenuti già presenti, diventa necessa- rio agire sulle pagine già pub- blicate per mezzo di un Editor HTML di tipo testuale o grafico, a seconda delle nostre abitudi- ni e della nostra capacità di spesa. In un sito centra- to su database, ossia dinamico, è invece possibile avere una pagina campione template al- l'interno della quale riversare al momento le informazioni più diverse a seconda di quel che l'utente chiede.

    Esistono tecniche per limita- re tali rischi, in ogni caso il si- to statico costituisce un impe- gno importante di manutenzio- ne per il Webmaster, che au- menta al crescere del sito e che non sempre è possibile far- si remunerare. Per tale motivo, la tendenza di tutti i progettisti è di usare le strutture statiche solo per i siti più semplici, do- ve gli aggiornamenti siano po- co frequenti e di modesta en- tità, per poi passare, non appe- na possibile, a strutture dina- miche, centrate su database.

    Costruzione della mappa - gerarchia, ipertesto, struttura lineare: i tre possibili approcci per l'architettura del sito e le relative varianti. Strumenti di navigazione: elementi che i browser offrono per la navigazione di un sito e come sfruttarli nella progettazione. Sistemi di navigazione: impostare la navigazione del sito in modo che sia comprensibile, inequivocabile ed efficace.

    Sistemi di labeling: come scegliere correttamente le "etichette" che identificano i vari elementi di navigazione. Progettare la pagina: modelli di pagina, la caduta della "piega", tecniche di impaginazione, usabilità e accesso. Pagine HTML e marcatori: sintassi del linguaggio, formattazione, tag. Strutturare i contenuti della pagina: tabelle, frame eform. In questo arti- colo e nei seguenti cercheremo quindi di esaminare l'approc- cio corretto fin dal principio.

    Definire la struttura Il primo passo consiste nel definire una struttura ordinata per catalogare le informazioni da pubblicare vedi Organiz- zazione delle informazioni nella lezione 1.

    Dopo di che si traccia una mappa del sito, che imposti l'organizzazione delle informazioni in generale vedi Costruzione della mappa nella lezione 1 e si arriva infine ai percorsi di navigazione vedi Sistemi di navigazione nella lezione 1. Da queste tre atti- vità ricaveremo il sistema di di- rectory che conterrà i vari file. Nella pratica, infatti, un sito statico consiste semplicemen- te di una serie di file distribuiti in varie directory.

    Un sito molto semplice po- trebbe avere tutti gli elementi in una sola cartella, ma se pre- vediamo un minimo di espan- sione, sarà opportuno avere cartelle separate con più livelli in cascata per tenere ordine nei contenuti. GLOSSARIO La scelta dei nomi delle car- telle e dei file è importante per- ché ci deve aiutare a ricordare che cosa ciascuno contiene senza doverlo aprire tutte le volte.

    Scegliete quindi nomi mnemonici ed esplicativi che ricalchino le etichette che ave- te adottato per il vostro siste- ma di navigazione vedi sem- pre Tecniche di progettazione nella lezione 1. Il nome delle directory e dei file costituisce anche un ausilio al navigatore che li vedrà com- parire nella finestra del suo browser subito dopo il nome del dominio a cui il sito è abbi- nato.

    Una regola importante nella scelta dei nomi di file e di- rectory è evitare caratteri spe- ciali che possano essere in- compatibili con il sistema ope- rativo del server. È facile, basta man- tenere i nomi brevi ed evitare l'uso di spazi bianchi sostitui- teli con un tratto di sottolinea- tura o con un trattino.

    Alcuni marcatori vengono direttamente rimossi da server prima ancora di spedire la pagina al browser, nel caso in cui il marcatore indichi un'azione che deve essere compiuta sul server. I marcatori più conosciuti sono quelli del linguaggio HTML, ma esistono molti altri linguaggi basati su marcatori, in particolare i vari linguaggi di scripting da usare per inserire azioni nella pagina Web.

    TAG etichetta l'indicazione d'inizio e di fine che si usa per delimitare l'efficacia di un marcatore, spesso usata come sinonimo di quest'ultimo. Molti tag HTML sono binari, vale a dire operano a coppie e richiedono un tag di apertura e un tag di chiusura per completare la marcatura. Ed ecco Beatrice Demont, la BeaBea della community di Pc Open, ventinove anni, solida e determinata, una ragazza che alla tastiera del pianoforte ha preferito quella del computer.

    Infatti spiega:"Nasco come maestra di pianoforte, diplomata al Conservatorio di Genova, la mia città. Ma dopo un po' di tempo e di tentativi , mi rendo conto che in ambito musicale non ci sarebbero state speranze, quindi decido di iscrivermi all'università, alla Facoltà di Lingue".

    Prosegue gli studi con successo fino al giorno fatidico in cui si incaglia in un computer. Mi piazzano davanti a un PC nel laboratorio di facoltà e mi dicono come si accende.

    Intorno a me matricole chattano, scambiano e-mail con tutto il mondo, scorazzano sulla Rete: invidia, quindi ferocia. Parte dal computer, lo acquista, prende una "sola": "un chiodo, il commerciante mi aveva fregato. E ora che ci faccio?

    Un suo amico le consiglia di acquistare PC Open. Contemporaneamente preparavo l'esame di informatica con il professor Parodi, che richiedeva come esercitazione la costruzione di un sito Web. Partivo da zero, ma con costanza, prima imparando a utilizzare bene Office poi programmi come Arachnophilia, e Front Page, nel giro di sei mesi ho preparato l'esame, creato il sito e preso 30 con tanto di stretta di mano del professore e offerta di lavoro in facoltà appena se ne sarebbe verificata l'opportunità".

    Che si è concretizzata proprio in questo mese: attualmente Beatrice fa una sostituzione come assistente e-learning al Centro Linguistico Multimediale di Interfacoltà Climi e al Centro di Teledidattica dell'Università di Genova.

    Il suo sogno? Rimanere in facoltà e aprire un centro studi ricerche volto allo scambio di informazioni letterarie e critiche tra Italia e Francia. Fondamentali per questo, le sue competenze informatiche e ovviamente linguistiche. E, come ci si poteva aspettare da lei, non ha certo perso tempo: visto che Genova nel sarà Città della Cultura, ha già inviato il progetto alla Provincia.

    BeaBea, noi di PC Open facciamo il tifo per te! Daniela Dirceo indicano in che modo applicare il tag al contenuto e che viene indicata nel tag di apertura di una qualsiasi coppia di tag che consenta attributi.

    Possiamo modificare il tag di apertura aggiungendo un attributo che determina l'allineamento del titolo: align. Uno dei valori da esso consentiti è right. Notate che il valore di un attributo deve essere sempre compreso tra virgolette. Questa regola non è imposta dai browser moderni, ma diventa essenziale per una futura conversione verso XML.

    Nell'esempio sopra l'identificatore è hi. Le virgolette doppie " sono pericolose anche quando usate all'interno del testo perché vengono normalmente utilizza- te da HTML e dai linguaggi di scripting per passare i parame- tri di un comando. Sostituitele sempre con il codice equiva- lente previsto da HTML " e fate altrettanto con i caratteri speciali e le vocali ac- centate.

    Anche la lunghezza dei nomi è importante. Il DOS è limitato a 8 caratteri di nome e 3 caratteri di suffisso, il Macin- tosh si ferma a 31 caratteri, Windows dalla versione 95 in avanti consente di usare caratteri e lo stesso vale per Unix. Pro- babilmente l'approccio miglio- re è di mantenersi al di sotto dei 31 caratteri e usare ovun- que possibile caratteri minu- scoli per i nomi dei file e delle directory, in tal modo il sito po- trà spostarsi su macchine Win- dows, Macintosh o Linux senza problemi.

    È anche importante rispetta- re i suffissi che seguono i nomi dei file e che permettono al browser di riconoscerne la na- tura e di trattarli di conseguen- za. I più comuni sono. HTM o. HTML per le pagine in genera- le. I due sono intercambiabili in Windows, e su gran parte dei server Unix e Linux di recente concezione, a meno che siano stati configurati altrimenti.

    Ma- cintosh usa in modo nativo il suffisso. Per le imma- gini i suffissi riconosciti dai browser sono. PNG per grafica e foto, anche se que- st'ultimo è tuttora poco diffuso. Il nome della home page, cioè della prima pagina del sito, è determinante perché va rico- nosciuto automaticamente dal particolare sistema operativo La struttura gerarchica g] T di un sito.

    La mappa è stata realizzata mediante lo strumento di disegno siti di Adobe GoLive 6. Una volta che la mappa è definita, il programma genera tutte le pagine e le directory necessarie a rappresentarla. Il nome di questo file "indice" è index.

    Le al- tre pagine possono avere un nome a piacere, an- che se c'è chi consiglia di crea- re dei file index. Infatti in server cerca automaticamente tale file ogni volta che digitiamo un indiriz- zo che finisca con il nome di una directory senza specificare nient'altro, ad esempio www.

    Collocare i file grafici e multimediali Per comodità, le immagini abbinate a una particolare pa- gina HTML vengono spesso collocate nella stessa directory che ospita la pagina creando un sistema di cartellette diviso per argomenti oppure per pe- riodi temporali, a seconda del tipo di contenuti del sito.

    In tal modo, tutti i contenuti relativi a un determinato argomento sono raccolti in una singola cartella e quando dovessimo aggiungere o variare qualcosa sapremmo dove cercare. Ecco come si traduce sul disco la struttura a directory per realizzare un sito che contenga gli articoli di questo corso per Webmaster.

    Notate che, trattandosi di un sito statico, abbiamo raggruppato gli articoli in base all'argomento e li abbiamo inseriti in una directory di nome esplicativo.

    Anche i nomi dei file sono di tipo esplicativo. Non abbiamo seguito la convenzione di scrivere tutto in minuscolo per renderli più facili da capire nell'immagine. Come ve- dremo più avanti, un beneficio ulteriore di raggruppare nella stessa cartella tutti gli elemen- ti necessari è la semplificazio- ne dei link.

    Le immagini che invece sono comuni all'intero sito loghi, icone, pulsanti si trovano di solito in una cartella unica, im- mediatamente sotto la root del sito e accessibile da tutte le al- tre pagine.

    In tal modo saremo sicuri di avere una singola co- pia di ciascun elemento grafico e di poterla modificare a piace- re sapendo che la variazione sarà immediatamente disponi- bile in tutto il sito.

    Tuttavia, se pensate di con- vertire il vostro sito da statico a dinamico, diventa opportuno collocare in una directory uni- ficata anche tutte le immagini di contenuto, indipendente- mente da dove si trovi la pagi- na a cui si riferiscono. La prima parte dello URL contiene solitamente il dominio abbinato al sito su cui la pagina è residente, seguono immediatamente dopo le eventuali directory da attraversare prima di arrivare alla pagina, prendendo a riferimento di partenza la directory radice mot del sito entro cui si trova la home page nome delle immagini relative, sapendo che sono tutte collo- cate nella stessa directory.

    Se metteste nel database ogni file grafico per intero fini- reste per appesantire il sistema e rallentare il sito, se invece do- veste codificare nel database, oltre al nome dell'immagine, anche la relativa posizione, fi- nireste per complicarvi la vita e vincolare il database a una particolare struttura di direc- tory. Tornando ai siti statici, è consigliabile in ogni caso uti- lizzare due directory separate per le immagini di servizio del sito loghi, elementi grafici del- la pagina, bottoni e per le im- magini di contenuto.

    In questo modo chi lavora al manteni- mento del sito Webmaster potrà operare senza toccare le immagini di contenuto e il con- tent editor o content manager potrà aggiungere immagini fo- tografiche e disegni senza can- cellare inavvertitamente ele- menti grafici essenziali per la costruzione dell'intero sito. Inoltre entrambi potranno trovare le proprie immagini al volo, senza rovistare in mezzo ad altri file di cui non conosco- no il contenuto.

    I file multime- diali, ossia audio e video, ven- gono spesso inseriti nella stes- sa directory che contiene le immagini, tuttavia vale la pena di prevedere un cartelletta a parte, se non altro per ordine. Domini reali e virtuali La navigazione di un sito av- viene per mezzo di collega- menti ipertestuali che indicano il percorso per passare da una pagina all'altra. L'interso sito è in modo gerarchico, lineare o completamente libero iperte- stuale come descritto nei vari sistemi di organizzazione delle informazioni vedi Tecniche di progettazione nella lezione 1.

    Il sito stesso poi è accessibile sul Web per mezzo di un indi- rizzo universale, detto Uniform Resource Locator URL , che identifica il particolare server che lo sta ospitando. Nella pra- tica, lo URL digitato dal naviga- tore non riflette quasi mai l'in- dirizzo del server in quanto ta- le, perché quest'ultimo è spes- so complicato da ricordare ol- tre che fuorviante. Il domino è solita- mente composto da tre ele- menti separati da un punto.

    Il più importante dei tre elemen- ti di chiama Top Leuel Domain e si trova all'estrema destra del nome a dominio e indica il tipo di categoria a cui il dominio stesso appartiene: COM per commerciale, ORG per le orga- nizzazioni senza fini di lucro, IT per i domini concessi a perso- ne e società residenti nel terri- torio italiano.

    Questa prima parte del dominio è assegnata alla gestione di organizzazioni internazionali che ne defini- scono le regole di assegnazio- ne. La seconda spostandosi verso sinistra contiene il nome scelto da chi registra il domi- nio, ad esempio pcopen.

    Spesso non viene usata e la si riempie con la dicitura www per indicare che si tratta di un server che contiene pagine Web, tuttavia potrebbe essere utilizzata per creare infinite variazioni del dominio che puntino, ciascuna, a siti separati.

    Ad esempio, la- boratorio. Chiude l'elenco l'indicazione del tipo di protocollo utilizzato per il trasferimento delle infor- mazioni, cioè l'Hypertext Tran- sfer Protocol, HTTP , nel caso delle pagine Web. Vale a dire, il vostro nome a dominio è con- servato su una macchina diver- sa dal server che ospita il sito, vale a dire su un computer sem- pre accessibile via Internet che rimanda verso il server reale non appena lo si interroga.

    Tale computer solitamente appartiene alla società a cui avete affidato la conservazione del vostro dominio, tecnica- mente definita maintainer.

    Spesso si tratta di chi vi ha venduto il dominio in primo luogo, talvolta è invece l'ISP che ospita il vostro sito su uno dei suoi server. S testlabs testlabs. Spesso quest'ultima è un sistema del maintainer, cioè l'organizzazione che si limita a ospitare il dominio e tenerlo vivo, senza farlo corrispondere, come da regola, alla directory radice mot del vostro sito. Si parla quindi di dominio virtuale che rimanda verso la macchina reale che ospita il sito ad pagina all'altra.

    L'interso sito è directory radice mot del vostro sito. È semplice da realizzare e funziona sempre a condizione di mantenere pagina di partenza e oggetto di destinazione nella stessa cartella, dovunque questa si trovi all'interno del sito Collegamento relativo indiretto consigliato home page articoli testi immagini t testo.

    Affidare il nome a dominio a chi ve l'ha venduto è la solu- zione più rapida e meno costo- sa, e qualora costui sia anche il vostro provider, potrete richie- dere garanzie sull'efficienza tecnica del collegamento tra i due server. Peraltro tale approccio au- menta i vincoli verso quel par- ticolare provider poiché, nel momento in cui voleste cam- biare dovreste anche spostare la posizione del nome a domi- nio, con inevitabili ritardi di propagazione degli aggiorna- menti sulla Rete e temporanea invisibilità del vostro sito.

    Quando lo digitiamo, il do- minio virtuale ci dirotta verso la macchina server e all'interno della particolare directory che il provider ha riservato al no- stro sito lo stesso server in- fatti contiene quasi sempre di- versi siti in directory diverse. Collegamenti assoluti e relativi Questo genere d'indirizzo prende il nome di collegamen- to assoluto poiché contiene tutte le informazioni necessa- rie per arrivare alla pagina sen- za conoscere il punto di par- tenza.

    È il tipo di link che utiliz- zerete per mandare alla pagina da un sito esterno oppure dal- l'interno del testo di una new- sletter che spedite ai vostri na- vigatori abituali per informarli delle novità. Funziona in qual- siasi circostanza perché è au- tosufficiente, ma non viene mai usato per i collegamenti interni del sito perché ogni volta che si digita un indirizzo assoluto, il browser esce dal sito, cerca il dominio, individua il server fi- sico corrispondente, ritorna su quest'ultimo, completa l'indi- rizzo e ritorna nel sito, con vi- stosi rallentamenti alla naviga- zione e congestione del server che gestisce le richieste del no- me a dominio.

    Di conseguenza, per i pas- saggi interni al sito, si usano collegamenti relativi che indi- cano le sole informazioni indi- spensabili per raggiungere il fi- le a partire dalla posizione in cui ci si trova. Ne esistono di tre tipi. Chiameremo il primo, il più semplice, link diretto per- ché si riferisce alla cartella in cui già ci troviamo. Prendiamo l'esempio di un'immagine "gra- fica. Nel momento in cui legge questo indirizzo, il browser sa che deve cercare il file "grafi- ca.

    Suppo- niamo adesso di avere una di- rectory "testi" e una directory "immagini" di pari livello en- trambe contenute nella direc- tory "articoli" e che la nostra pagina "testo. Dobbiamo usare un link in- diretto e dire al browser di uscire dalla directory "testi" in cui si trova la pagina "testo. Nel caso in cui dovessimo spostare la pagina "testo.

    Per ovviare a tale inconve- niente si usa un'altra forma di link relativo che alcuni defini- scono, erroneamente, assolu- to, ma che invece noi chiame- remo link completo. In tal mo- do il link continua a funzionare anche nel caso in cui la pagina "testo.

    La prassi migliore è pertanto quella di usare link relativi indiretti, fa- cendo attenzione a spostare le pagine il meno possibile una volta che il sito è stato svilup- Collegamento relativo completo home page articoli testi scende di 1 livello immagini t grafica.

    Karloff Becker Cantanti Di Tutti I Tempi dizionario dei vini

    La gestione di queste pro- blematiche diventa in ogni ca- so molto semplice nel momen- to in cui s'impiegano ambienti di sviluppo integrati come Dreamweaver MX o Adobe Go- Live 6. In tal caso, se spostiamo un file oppure una cartella da una posizione all'altra, usando le apposite finestre di controllo, verranno aggiornati automati- camente tutti i link che vi fanno riferimento negli altri docu- menti, a condizione natural- mente di averli impostato uti- lizzando le funzioni interne del- l'editor e non direttamente a mano.

    Ci penserà il program- ma, infatti, a costruire i link re- lativi indiretti nel modo più ido- neo, togliendoci dall'impiccio, e a ricostruirli ogni volta che spostiamo qualcosa.

    Copie locali e aggiornamenti Un sito statico nasce sul computer di chi lo sviluppa e viene trasferito a intervalli pe- riodici sul server di pubblica- zione, copiando magari solo i file che sono stati modificati dopo il precedente aggiorna- mento. Per fare in modo che tutto funzioni a dovere è importante usare link relativi sulla propria macchina in modo corretto, ed è anche importante tenere la struttura del disco locale iden- tica a quella del server remoto, altrimenti i link finiranno per interrompersi.

    Per il trasferi- mento delle pagine finite si usa il protocollo FTP File Transfer Protocol tramite utility speci- fiche, oppure mediante le fun- zioni integrate in gran parte degli Editor HTML commercia- li e gratuiti. I più ricchi tra questi, offro- no anche un pannelli di con- trollo dell'intero sito che con- sentono di esaminare in detta- glio ciascun elemento, eseguire simulazioni e verifiche in loca- le prima dela pubblicazione fi- nale.

    Nel concreto, il template contiene l'intero codice HTML necessa- rio per l'ossatura di una pagina vuota. Avrà quindi gli elementi di navigazione e gli spazi in cui inserire successivamente i con- tenuti testo e immagini con anche le eventuali informazioni stilistiche font, colore, sfon- do, eccetera.

    Ogni volta che sarà necessario produrre una nuova pagina, basterà copiare il template, inserire il contenu- to e aggiungere eventuali link. In que- st'ultimo caso, ogni volta che ag- giorneremo il template, saranno aggiornati anche gli elementi fis- si navigazione, pie' di pagina, eccetera contenuti nelle pagine prodotte nel frattempo a partire da tale template.

    Lavorare con i template sen- za un editor che li gestisca in automatico aggiunge tempo al ciclo di produzione, ma il tem- plate offre il duplice vantaggio di garantire uniformità a tutte le pagine del sito e di consenti- re un più semplice passaggio a un'architettura dinamica.

    Que- st'ultima infatti si basa unica- mente su template ai quali so- no stati aggiunti marcatori rea- lizzati in un linguaggio di scrip- ting che prelevano il contenuto da un database, invece che ri- chiedere l'inserimento manua- le da parte del Webmaster o del content editor.

    Da notare che il sito dinamico non avrà altre pagine al di fuori dei tem- plate, infatti qualsiasi pagina di contenuto verrà prodotta automaticamente al momento della richiesta da parte del na- vigatore, travasando nel tem- plate le informazioni prese dal database, e cesserà di esistere subito dopo.

    Per tale motivo, abituarsi a lavorare per tem- plate costituisce un'ottima pa- lestra per affacciarsi al mondo del Web dinamico. La traduzione non è mai per- fetta, sia perché gli strumenti stilistici offerti dall'HTML sono più rozzi di quelli disponibili in un programma di disegno o di videoimpaginazione orientato alla stampa su carta, sia perché non esiste alcun modo per con- trollare esattamente l'aspetto che la pagina avrà quando vi- sualizzata dal browser del na- vigatore.

    A differenza della pagina di una rivista, che giace comple- tamente sotto il controllo del- l'impaginatore, la pagina Web, per sua stessa natura, nasce per essere visualizzata sui tipi più disparati di computer, equi- paggiati con i browser più di- versi e con ogni genere di si- stema operativo.

    Sul Web si sono consolida- ti due approcci ricorrenti per la strutturazione delle pagine per un approfondimento del tema rimandiamo a "Web desi- gn arte e scienza" edito da Apo- geo.

    Potrebbe piacerti:SCARICA TORRE HANOI

    Il primo modello prende il nome di schema tre-quattro pan- nelli e moduli e prevede nella parte alta una zona orizzontale che contiene il logo del sito, eventuali banner e l'indicazio- ne di dove ci si trova in quel momento all'interno del sito medesimo.

    Il secondo pannel- lo, costituito da una verticale a sinistra, contiene di solito la barra di navigazione e infine il terzo pannello, centrale, ospita il contenuto.

    I pubblicitari la definiscono, in gergo, area extramercial, per- ché ospita banner e bottoni se- condari, in aggiunta a quelli primari in testa alla pagina. So- litamente la si utilizza anche per elementi di servizio, come la finestra di login, la naviga- zione locale link che collegano tra loro varie parti di uno stes- so articolo , i bottoni realizzati dal marketing per iniziative promozionali oppure dal con- tent manager per evidenziare altri contenuti del sito.

    ESSENZIALI

    Dove cade la piega Un altro concetto importan- te nel progettare una pagina e, in particolare la home page, è la caduta della piega o old, al- l'inglese. Si tratta del limite in- feriore della porzione visibile della pagina prima di eseguire 10 scrolling.

    Infatti, solo una parte dei na- vigatori esegue lo scrolling ver- ticale della home page per ve- dere il contenuto sottostante, dopo la piega below the fold. Quali sono le competenze di un Webmaster? Che cos'è un editor HTML di tipo testuale? Che cos'è un editor visuale? Che cos'è un ambiente di sviluppo integrato? Quali sono i due possibili schemi per organizzare le informazioni?

    Quante possibili strutture esistono per la mappa di un sito? Quali sono gli strumenti di navigazione offerti dal browser? Quali sono le dieci regole per un buon sistema di navigazione? Che differenza c'è tra un sito statico e uno dinamico?

    Che regola seguire nella strutturazione delle directory? Che differenza c'è tra un collegamento assoluto e uno relativo? Che cos'è un template?

    Che cos'è la piega? Cos'è HTML? Cos'è un marcatore markup in cosa si differenzia da un tag? Quali sono i più comuni sistemi per "impaginare" un documento Web?

    Per compensare in parte il problema della piega e rendere il più visibile possibile i conte- nuti interni del sito, alcuni por- tali hanno inventato un altro modello di pagina, denominato in gergo LSD dall'inglese Logo, Search box and Directory. In pratica fa quel che dice: apre la pagina con il logo e con le infor- mazioni che permettono al na- vigatore di orientarsi sulla sua posizione attuale e di navigare nelle sezioni principali, prose- gue subito sotto con la finestra di ricerca, messa molto in ri- salto perché costituisce uno degli elementi di navigazione primari per un portale e finisce con la Directory, ossia la clas- sica visualizzazione tabellare degli argomenti che troviamo in Yahoo, Virgilio, Libero e tan- ti altri.

    Quest'ultima è l'elemen- to centrale del modello poiché consente di creare una struttu- ra di navigazione molto ricca, in aggiunta alla barra standard, che offre immediata visibilità di quel che c'è sotto la home page.

    Sempre secondo le indica- zioni di Nielsen, e non solo, il navigatore medio si ferma per 8 secondi su una qualsiasi pa- gina prima di decidere se ap- profondire oppure andare al- trove, dunque la home page deve offrire a colpo d'occhio ogni possibile strumento per capire cosa ci sia all'interno del sito. È invece pessima e depreca- ta la prassi del tunnel, vale a di- re la presentazione ai nuovi na- vigatori di una sequenza di pa- gine promozionali da attraver- sare obbligatoriamente prima di arrivare alla home page vera e propria.

    Altrettanto depreca- ta, benché meno dannosa, la fa- migerata splash page, una pagi- na d'introduzione animata che cerca di spiegare lo scopo del sito e che prevede, solitamen- te, un pulsante skip intro per procedere direttamente alla home page del sito. Impostare gli spazi del "canovaccio" Definita la struttura della pa- gina, bisogna "prendere le mi- sure" prima di cominciare a scrivere il codice HTML vero e proprio. In gergo ci chiama can- vas, ossia canovaccio, l'area per costruire una pagina Web che stia nello spazio disponibi- le all'interno della finestra del browser.

    Tale spazio varia in funzione del browser, del siste- ma operativo e della quantità di pannelli e strumenti acces- sori che il navigatore mantiene visualizzati. I due parametri importanti da conoscere sono larghezza e altezza del canovaccio, misu- rati in pixel. Deriva il suo nome dalle iniziali delle parole inglesi Logo Search Directory.

    Un modello inizialmente reso popolare da Yahoo e adottato da gran parte dei portali per la realizzazione della loro home page.

    La pagina viene divisa in tre fasce orizzontali, consecutive. La prima contiene il logo del sito e gli eventuali elementi di navigazione globale del sito. La terza directory ed elenca le principali categorie e sottocategorie d'informazioni o servizi offerti. Di solito, a fianco della directory troviamo anche colonne verticali che contengono informazioni, ulteriori elementi di navigazione e bottoni promozionali mento , tolta l'eventuale barra di scorrimento verticale. L'al- tezza è invece il numero di pixel disponibili nella finestra prima della "piega".

    Per capire quanto sia effetti- vamente grande il canovaccio, dobbiamo assegnare dimensio- ni in pixel ai vari elementi.


    Ultimi articoli